

Tutti i nomi degli artisti in mostra. Proprio tutti quanti (scritto così per allungare un poco il testo).
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Nome autore locandina.
Il libro degli esseri immaginari di Jorge Luis Borges è un modello di creature nate dall’immaginazione dell’uomo: un mondo fittizio che unisce leggende e miti lontani nel tempo e nello spazio, animato da figure dalle apparenze fantasmatiche e dalle forme cangianti. All’interno del libro compare la figura di Un re di fuoco e il suo cavallo, un’immagine allegorica che raffigura i mutevoli sentimenti e desideri dell’uomo. Il re impersonifica il dominio che le paure hanno sull’essere umano, mentre il cavallo muta il suo aspetto incarnando le possibili rappresentazioni della paura stessa. Come dimostra il bestiario, l’uomo da sempre ha creato forme visibili per poter affrontare ciò che riteneva inspiegabile. Questo universo simbolico condiviso, seppur ancora attuale, ha perso la sua funzione comunicativa con l’avvento della società post-moderna; grazie all’accesso alle nuove tecnologie, infatti, ognuno può creare un proprio immaginario con il quale affrontare le diverse paure che il nuovo millennio porta con sé. Queste derivano dalla molteplicità e dall’inafferrabilità degli eventi storici contemporanei, contribuendo a creare un’epoca che viene oggi definita come Era dell’assurdo: un ribaltamento dei paradigmi che inducono l’uomo a non avere più certezze nel quotidiano. Il XXI secolo, perciò, si fa portatore di una crisi di valori che ad oggi appare sempre più visibile: il mondo ricerca figure retoriche per esprimerla partendo dalle proprie sensazioni. Queste, trasformate in immagini allegoriche, dovrebbero rappresentare una realtà parallela, ma spesso diventano ciò in cui si crede. L’ideazione di un nuovo bestiario contemporaneo dal significato condiviso è proprio il centro del lavoro di Livia De Magistris, che, mossa dalla necessità di realizzare una nuova realtà immaginifica, accomuna il significato diffuso delle immagini medievali alla loro realizzazione tramite le tecnologie odierne: “Il verbo si è fatto carne, JPG, PNG”. Come Borges descrive attraverso le parole, l’artista traspone nel reale questa visione fantastica che oscilla tra materiale e digitale. Poster, sculture e animazioni coesistono all’interno dello spazio in cui linee temporali differenti si sovrappongono tra loro. Tra questi, la fanzine What being are you? vuole rappresentare un bestiario in cui l’essere umano, dopo il crollo dell’iconologia medievale, può ritrovare se stesso. Le sculture, come reperti portati alla luce dall’immaginario dell’artista, nascondono un mondo ancora inesplorato, che scopre, ad oggi, soltanto alcune tracce della sua esistenza.
DFTM¹ è un collettivo curatoriale
che si occupa dell'ideazione,
allestimento e comunicazione
di esibizioni artistiche dal 2022